Settembre 13, 2026
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Il Cenacolo del Mediterraneo

 

Il momento storico che stiamo vivendo sembra essere simile al periodo Babilonese quando si svolsero i fatti, descritti nella bibbia come la Torre di Babele. Un periodo storico, mai volutamente approfondito e studiato, se non da una ristretta schiera di intellettuali legati forse più al mondo religioso e spirituale che dai nuovi intellettuali della filosofia materialista che è più indirizzato ad analizzare il flusso corrente dello scorrere della vita.

Cultura materialista, sviluppatasi dopo le rivoluzioni industriali nel nord Europa e che sembra voler sostituire la cultura Spirituale ed Umanista, come probabilmente accadde nell’antica Babilonia.

Secondo la Bibbia infatti, fu Nimrod (discendente di Cus, figlio di uno dei tre figli di Noè) il fondatore di Babilonia diventando nel tempo una delle città più popolose del mondo antico, sembra infatti che fu la prima metropoli nella storia umana ad avere 200.000 abitanti. Addirittura sembra che sotto il regno di Dario, quando Babilonia fu conquistata da Alessandro Magno, gli abitanti arrivarono ad essere ben 370.000, senza contare gli schiavi che porterebbero probabilmente a triplicare tale numero. Ricordiamo poi, cosa assai importante nella similitudine con il mondo odierno, che Nimrod fu un oppositore di Dio. Verosimilmente infatti, anche oggi identità varie, legate al mondo del materialismo, sembrano voler sostituire Dio con ciò che è materia o peggio far diventare l’uomo al pari di Dio. Si arriva infatti al punto di volere governare il tempo, dal suo scandire delle ore, ad inventare l’elisir di lunga vita e, andando oltre, ad arrivare di voler creare esseri umani, con artifici vari, oltre che divenire guidati e quindi succubi delle intelligenze artificiali…

Sempre secondo il racconto biblico, l’ampliamento della città si interruppe per l’impossibilità degli addetti ai lavori di comunicare, questo fu il tempo della Torre di Babele.

Racconto insegnato alle scorse generazioni, come monito, ma oggi, sempre più dimenticato.

Tralasciando ogni eventuale individuazione di città assimilabili a quelle riportate nei testi biblici, la comparazione fatta è assai diffusa tra la popolazione accidentale ed in particolare quella Europea.

Ma è l’Italia, in particolare la civiltà romana, subito dopo un susseguirsi ed intersecarsi di civiltà, Fenice, Greche, Egizie, e via dicendo che diventa il punto fondamentale e di riferimento delle varie culture che gravitano nel Mar Mediterraneo e che poi direttamente o indirettamente sono state esportate nel mondo, in quel mondo che oggi conosciamo e di cui sono tanti i valori che da cui oggi traiamo linfa.

E’ in questa ottica che nasce a Roma il Cenacolo del Mediterraneo, frutto di incontri intellettuali di persone che, impegnati in discipline diverse, sensibili alle problematiche assai complesse che l’Evo contemporaneo ci ha posto innanzi, avendo rilevato come le trasformazioni filosofiche, scientifiche, imprenditoriali, economiche, legali e religiose, hanno creato una difficoltà di comunicazione tra gli esseri umani, sostituendo la spiritualità ed il bene della collettività, all’individualismo e all’autocelebrazione personale, favorendo poi classi lobbystiche di potentati capaci di indirizzare la popolazione verso lidi assai discutibili ed identificati principalmente in valori economici.

Quasi a riproporre Nimrod, l’anti Dio.

La volontà di riprendere e riproporre il dialogo tra imprenditori, artigiani, letterati, intellettuali, artisti capaci di trasmettere quelle emozioni che le grandi Lobby hanno distorto fino a farle perderle completamente, avendo fini molto materiali; e rilanciare quella cultura vicina alla spiritualità ed alla dimensione umana, ritornando a quell’equilibrio che via via si è perduto, è stato il motivo che ha unito e fatto crescere con vigore l’esigenza di doversi incontrare.

Il Cenacolo nasce, alcuni anni or sono, da un incontro di tre persone, Giorgio Prinzi, Norberto Nicolai e Ettore Lembo, conosciutisi casualmente durante un convegno di storia, avendo intuito quanto fosse necessario ritornare ad incontrarsi per disquisire in maniera culturale e senza inutili contrapposizioni, spesso ideologiche, su vari temi.

In questo ambito numerosi sono state le occasioni di incontro, a cena o a pranzo in vari locali di Roma, con personaggi di varia levatura culturale, professionale, istituzionale, artistica, imprenditoriale, artigianale, ecc.

Fu proprio Norberto a pensare al nome -Il Cenacolo- nome di origine dell’antica Roma che riuniva gruppi di intellettuali, artisti, ecc. ma ancor più noto perché fu la sala, posta in un piano superiore conosciuta come Coenaculum, situata a Gerusalemme, nella zona del Monte Sion, dove Gesù fece l’ultima cena con gli Apostoli, istituendo il Sacramento dell’Eucarestia.

Il successo fu immediato e insieme a Giorgio, dopo che Norberto ci ha prematuramente lasciato, continuammo a incontrarci con Avvocati, Magistrati, Medici, Scienziati, Artisti, Economisti, Insegnanti, Prelati Imprenditori ed Artigiani.

Il Cenacolo non si fermò nemmeno durante il periodo del COVID, nonostante le restrizioni, da sembrare “carbonari” in ricordo di quel tempo che ha preceduto l’Unità d’ Italia, tale era la voglia di incontrarsi e parlare liberamente delle varie tematiche che via via dovevano essere affrontate.

Fu proprio in quel periodo che anche Giorgio, sofferente, ci lasciò.

L’interesse e la partecipazione agli incontri, ha continuato a crescere, ad essere sempre più apprezzato, raggiungendo, in termine numerico, aggregazione di tutto rispetto, tanto che in varie occasioni, hanno espresso la volontà di partecipare anche politici, pur consapevoli che non avrebbero potuto fare propaganda partitica.

Colgo l’occasione per ringraziarli di aver ottemperato e senza indugio a questa piccola ma sostanziale regola.

E’ proprio nell’evoluzione dello stato di cose che il cenacolo si eleva e prende il nome di: “Il Cenacolo del Mediterraneo”.

Nasce così l’esigenza di allargare i confini, unire tutto ciò che c’è di bello e di buono di propositivo che interessi tutta la collettività sotto vari aspetti, mettendo al centro la spiritualità dove attorno vi sia l’essere umano nella nostra area da cui la cultura ha avuto il suo massimo splendore e si è diffusa nel mondo che conosciamo; il Mediterraneo.

La formula che si è deciso di adottare è abbastanza semplice ma coinvolgente.

Trova infatti la sua forza nel piacere e volere, tipico del Mediterraneo, stare bene insieme a tavola discutendo e chiacchierando.

Nel primo appuntamento del “Il Cenacolo del Mediterraneo”, che si svolgerà a Roma, domenica 12 aprile 2026, presso la Fraschetta Romanesca, in Via Tacito 54/A, luogo oramai storico per chi ha partecipato ai precedenti incontri, si potrà degustare del vino, che verrà abbinato a quei piatti tipici romani, spiegati da una eccellente sommelier che grazie alla Sua elevata cultura, essendo docente in lettere antiche, ne farà anche la storia.

E parlando di Donne e Vino, farà riferimento ad una importante pubblicazione di cui è lei stessa l’autrice.

Si apprenderanno poi importanti curiosità, grazie allo studio dell’Esimio Prof. Ercole Alagna, docente di Enologia dell’Università di Palermo, sull’opportunità della Donna come Sommelier.

Perché il vino è Donna.

Si parlerà anche dei cibi preparati con quei frutti che la terra dona, quelli che seguono il corso delle stagioni, dove i tempi sono importanti. E’ la terra che produce i frutti, in particolare quando la lavoriamo con quell’amore ed il rispetto che le dobbiamo e che il vino, nettare che deriva dall’Uva che la terra produce, offerto e gustato con i dovuti modi sa esaltare.

Tra una portata e l’altra si rifletterà sulla condizione sociale del Paese grazie al libro del Prof. Corrado Faletti, Italia Paese Interruptus, che induce a riflettere sulla motivazione per cui l’Italia forse non è mai nata, o forse le manca qualche cosa che possa unire gli Italiani rendendola incompleta.

Riflessioni che daranno forze a quegli imprenditori ed artigiani che saranno presenti, nel poter guardare al futuro in maniera propositiva.

L’ingegno, l’inventiva che ha fatto grande l’Italia, verrà ricordata attraverso la narrazione della vita due personaggi, un uomo ed una donna, che forse non avevano quella preparazione tecnicista cui tutti oggi sembrano non poterne fare a meno, ma quella visione che proietta al futuro che purtroppo diventa sempre più latitante.

Il voler raccontare le importantissime storie di un uomo e di una donna che in particolari e separati momenti hanno dato lustro all’Italia, diventandone figure iconiche, neutralizza quello scenario assai divisivo che negli ultimi tempi, a vario titolo, sta creando grandi conflittualità tra uomini e donne.

Ed è in questo frangente che una grande Donna, vedova di un grande uomo, farà riscoprire quell’equilibrio di coppia, fondamenta principale della famiglia, la più elementare forma di societaria, attraverso un breve suo racconto di un libro pensato per l’Africa ma propedeutico per i giovani di oggi.

Giovani che hanno anche perduto il buon gusto dell’arte.

E poiché anche il senso del bello sembra talvolta smarrito, l’arte avrà un ruolo centrale.

Sarà infatti presente una grande rappresentante italiana della pittura, assai apprezzata anche all’estero, che recuperando tecniche e stili mai tramontati si dedica a collezioni di forte intensità espressiva, dedicate a figure iconiche che hanno ispirato poeti e intellettuali.

L’artista ha appena realizzato la copertina del quaderno bianco per il progetto scuola in ascolto della Regione Lombardia.

L’artista scoprirà un proprio dipinto che richiama i principi guida dell’arte mediterranea e della sua cultura ispirato a Il Cenacolo del Mediterraneo, del quale sono state realizzate cento stampe autenticate e numerate.

Le stampe dalla 1 alla 30 di quest’opera a tiratura limitata sono in esposizione in due gallerie internazionali e sono già richiestissime, quelle dalla 31 alla 100 saranno date in omaggio ai partecipanti alla serata.

Il Cenacolo del Mediterraneo nasce dunque come luogo di incontro, di memoria, di riflessione e di rilancio culturale.

Nasce per restituire dignità alla parola, profondità alle relazioni e centralità a quella visione umana e spirituale senza la quale nessuna civiltà può davvero dirsi viva.

 

Autore

  • Vice Direttore Betapress.it

    Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti, Ettore Lembo è una voce autorevole nell’ambito dell’attualità, della politica, della storia e della geopolitica. Con un percorso ricco di esperienze come editorialista, opinionista e moderatore di convegni, ha diretto la testata indipendente Betapress e collaborato con numerose realtà giornalistiche tra cui “La Notizia.net” e “Ettore Lembo News”. Ha ricevuto importanti riconoscimenti giornalistici, come il Premio “Le Voci della Libertà – Omaggio a Oriana Fallaci” (2025), il Premio “Ciao Federico” (2022) e il Premio Internazionale “Angeli di Luce” (2019).


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