La gara delle renne nella terra dei Sami nel comune più a nord dell’Unione europea
La gara delle renne nella terra dei Sami nel comune più a nord dell’Unione europea
Dal 28 febbraio al 1° marzo 2026 si è tenuta ad Utsjoki, nell’estremo nord della Finlandia, la Ranniot Reindeer Race, la gara di corsa delle renne.
La gara, nota localmente come Porokisat o parte del Porocup, è un evento tradizionale che si svolge nel nord della Lapponia finlandese sul ghiaccio del lago Mantojärvi.
Utsjoki (in sami Ohcejohka) è un comune finlandese di 1180 abitanti, situato nella regione della Lapponia. La regione è abitata prevalentemente dalla popolazione di etnia sami.
I Sami, chiamati anche con l’esoetnonimo lappòni o làpponi, sono una popolazione indigena che vive nella parte più settentrionale dell’Europa.
Sono infatti stanziati su una vasta area geografica della calotta polare, da loro chiamata Sàpmi.

La loro terra oggi si divide tra Finlandia, Norvegia, Finlandia e Russia: si estende infatti dalla penisola di Kola in Russia fino alla Norvegia centrale e alle zone più settentrionali della Finlandia e della Svezia.
Non sono molti: solo 70.000. In totale nel mondo sono 300 milioni. Agli inizi del 900 c’è stata una forte emigrazione in Islanda e in Alaska.
Essi vogliono sopravvivere e vivere la loro vita. I sami hanno la loro storia, lingua, cultura, modo di vivere e identità, attività professionali tradizionali, come la pesca e l’allevamento delle renne.

Da sempre le renne hanno rappresentato una risorsa fondamentale per i Sami.
Da esse ricavavano le pelli per gli abiti e per le dimore, la carne, le bevande le ossa e le corna per realizzare strumenti ed utensili.
Ecco perché tutti gli anni la competizione delle renne è molto sentito nel nord della Finlandia.

Le corse si tengono sul ghiaccio del lago Mantojärvi, presso B&B Pohjantuli (Hietaniementie 40, Utsjoki).
Nel suo territorio si trova Nuorgam, l’abitato più a nord della Finlandia. Si tratta del comune più settentrionale della Finlandia e dell’ Unione europea. Le lingue ufficiali di Utsjoki sono il finlandese e il sami.
La gara consiste in renne da corsa, solitamente maschi addestrati, che trascinano ad una velocità incredibile un fantino su sci o su slitta corta. È un evento in due giornate che include serie generali, semifinali e finali.

Oltre alla gara, l’evento offre un’immersione nella cultura Sami, con stand che offrono cibo, bevande e talvolta competizioni di lancio del lazo (suopunki).
Utsjoki, il comune più settentrionale della Finlandia, rende questa competizione una delle più autentiche e distanti dalla folla del turismo di massa.
“Le corse delle renne sono regolate e il benessere degli animali è la priorità assoluta; se una renna non vuole correre, non viene forzata”, afferma Aslak, un allevatore di renne giunto a Utsjoki per la competizione.

“È fondamentale, aggiunge Aslak, “vestirsi molto caldi, con abbigliamento artico, dato che le temperature sul lago ghiacciato possono essere molto basse”.
Le temperature nei giorni della competizione hanno infatti toccato i meno 17 gradi.
L’evento è popolare tra la gente del posto e offre un’ottima occasione per venire in contatto ed approfondire la cultura lappone.
È possibile, infatti, assistere alle gare come spettatori, insieme alla popolazione locale e ai familiari dei partecipanti.

Sono in corsa le semifinali e vediamo le renne correre ad una velocità insospettabile.
“La renna è ben equipaggiata per affrontare il ghiaccio e la neve fredda e profonda”, ci spiega Aslak, un allevatore e allenatore di renne presente per la competizione, “la sua pelliccia infatti è compatta, i peli sono ricci e pieni d’aria. Gli zoccoli larghi impediscono alla renna di sprofondare troppo nella neve”.
Gli zoccoli delle renne sono perfetti anche per scavare fino a raggiungere il suo cibo, i licheni. Le renne riescono infatti a sentire l’odore dei licheni attraverso uno spesso strato di neve. In estate si spostano dalle pinete alle grandi zone paludose, alle montagne o alle isole sulla costa atlantica o su una lingua di terra per pascolare.
Se è vero che l’economia dei sami ruota attorno alla renna, è anche vero che non sempre fila tutto liscio. A volte si incontrano difficoltà.
Aslak, ci può fare qualche esempio?
“Nel lontano 1986, quando il 26 aprile la centrale nucleare di Chernobyl subì un guasto un gas radioattivo velenoso si scatenò con i venti occidentali e si riversò sulla Lapponia meridionale. La radioattività fu assorbita dalle piante, in particolare dai licheni”.
I licheni sono l’alimento principale per le renne durante l’autunno e l’inverno e di conseguenza, ci racconta Aslak, al momento della macellazione, in autunno, la quantità di cesio nella carne di renna era così elevata da superare il livello consentito per il consumo umano. La carne dovette essere scartata. In Svezia la carne di 30.000 renne dovette essere seppellita. I Sami erano scioccati e disperati, e molti pensavano che il futuro fosse molto incerto per loro.
Oggi la macellazione è prevista”, precisa Aslak, “per l’inizio dell’autunno, prima che le renne inizino a mangiare licheni. Questo ha fatto sì che il contenuto di cesio nella carne non sia più così alto come lo era subito dopo l’incidente. I Sami possono di nuovo vendere la carne ai macelli”.
L’incidente ha dimostrato quanto sia fragile l’esistenza per le persone che oggi vivono grazie alla natura.
Intanto che parliamo la competizione è ricominciata. Ora c’è la finale.
Le renne corrono all’impazzata, con una velocità incredibile, trascinandosi dietro l’agile fantino sugli sci. A volte capita che si sgancino perché il fantino perde il controllo. Le renne continuano a correre fino alla fine del percorso, lasciando a terra il malcapitato fantino.
Chiediamo ad Aslak se verrà premiato il fantino oppure la renna. “Entrami”, risponde, “anche se il premio per la renna è più importante”.
L’allenamento delle renne, ci spiega, spetta infatti all’allevatore ossia al proprietario.

Il fantino spesso vede per la prima volta la renna con la quale gareggerà solo i giorni della competizione. Tranne nel caso in cui l’allevatore coincida con il fantino. “Mio figlio sta correndo con la renna che io ho allenato per mesi e mesi”, ci precisa, “ma non è indispensabile la simbiosi tra fantino e renna”.

Intanto la gara volge al termine.
È tempo di premiazioni.

La tua renna ha vinto, Aslak?
“Purtroppo no”, risponde, “Ci i rifaremo il prossimo anno”.
Intanto stanotte ci godiamo l’aurora boreale.

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