La lezione della limonata: tra spirito di iniziativa e sogni da realizzare.
La vicenda dei tre ragazzini che vendevano limonata fresca per comprare un “Ciao” usato, poi interrotta da una denuncia per vendita non autorizzata, merita un plauso sincero perché questi ragazzi hanno scelto di rimboccarsi le maniche per realizzare il loro sogno.
Il motorino è stato il sogno di tutti i quattordicenni della mia generazione, massimo simbolo di libertà e autonomia, un traguardo per cui ci si impegnava per una bella pagella o ci si offriva volontari per la raccolta estiva di uva e pesche pur di guadagnare il necessario.
Oggi l’esempio dei tre giovani racchiude un valore educativo straordinario, traducendosi in un vero e proprio percorso di economia reale.
Fissare un traguardo economico chiaro, calcolare i costi delle materie prime, definire il prezzo di vendita e stimolare il pensiero critico, insieme all’alfabetizzazione finanziaria e al lavoro di squadra, contrappongono alla cultura del “tutto e subito” il senso autentico del valore delle cose attraverso la fatica e la dedizione.
Nonostante l’epilogo burocratico, resta intatto il senso di grande responsabilità e maturità dimostrato da questi ragazzi.
Spesso si dipinge la generazione attuale come apatica, distratta o eccessivamente dipendente dal digitale, dimenticando che i ragazzi di oggi continuano a custodire desideri intensi, passioni autentiche e una gran voglia di mettersi in gioco.
La verità è che i giovani non hanno mai smesso di sognare, pur se a volte mancano gli spazi sani e la fiducia collettiva per permettere loro di sperimentare.
La chiusura di quel banchetto, per quanto formalmente legittima, ci ricorda che la società adulta ha il dovere di non spegnere l’intraprendenza giovanile, perché un ragazzo che investe energie per costruire un sogno sarà un adulto che domani saprà guidare il proprio destino.
Pio Mirra
DS IISS Pavoncelli Cerignola (FG)
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