BADFLOWER: STRAPPO O CONTINUITA’?

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Mi sono svegliato con una domanda stamani: come si è evoluta la musica negli ultimi anni? Ho pensato poi: per un discografico ha maggior valore scovare nuove tendenze oppure nuove “continuità”?

Un amico mi ha proposto il nuovo singolo dei BADFLOWER: F*ck the world ed ho avuto la risposta.

Già da tempo sostengo che la Musica in generale ed il Rock in particolare siano attenti a non perdere “posizioni” rispetto agli ultimi due decenni.

Seguendo Band come DIRTY HONEY, GRETA VAN FLEET e BADFLOWER ho la matematica certezza che si può emulare in modo innovativo senza per forza inventarsi uno strappo con il passato.

I BADFLOWER, combo californiano nato all’ombra degli Angeli formato da Josh Katz (voce e chitarra), Joey Morrow (chitarra), Alex Espiritu (basso) ed Anthony Sonetti (batteria), stanno solcando l’alveo dell’Alternative Rock e del Post Grunge con una personalità disarmante.

Attivi dal 2013 i BADFLOWER sono considerati dalla critica una delle più interessanti band emergenti degli ultimi anni, hanno raggiunto il successo nel 2019 con OK, I’m sick, album che ho conosciuto per i “passaggi” in Radio.

Mi aveva colpito molto la splendida ballata Ghost che ha conquistato posti di rilievo nelle Top Ten di importanti classifiche quali Mediabase Active Rock Radio, Mainstream Rock Song, Billboard etc.

I temi trattati dalla Band sono attuali e si riferiscono al complicato universo adolescenziale. Le Tracks di OK, I’m sick  trattano di suicidio, di depressione e molti altri temi, quali ansia e attacchi di panico, che riguardano proprio il frontman Josh Katz.

I BADFLOWER dal vivo sprigionano una carica che affascina, il sottofondo musicale alle tematiche trattate nei testi è duro e crepuscolare: forse sono vivo perché non volevo davvero morire (…), passaggio della sopracitata Ghost, è un grido incessante.

L’ansia della vita ed il vuoto imperante non sfociano in un edonismo tipicamente italiano (vedi trap nostrana), ma nell’invocazione di una Bellezza, anche se solo accennata!

Non avendo il dilemma dei “soldi” per dirla alla MAHAMOOD, i BADFLOWER cercano una risposta vera alla fragilità del nostro tempo. “(…) perseguiterò tutte le vite che si sono prese cura di me”, citano i BADFLOWER… che domanda!

Io non la so la risposta!

Ma sicuramente capisco che è un tentativo! Quasi un manifesto, un appello di aiuto, che noi “adulti” dovremmo accogliere!

 

PERTH

 

 

 

MA DAI! IL ROCK E’ MORTO?

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